Sondrio

apri mappa

Monumenti e luoghi d'interesse

Ferrovie

La stazione di Sondrio, aperta nel 1885, è capolinea delle linee per Lecco e per Tirano; entrambe sono servite da soli treni regionali. La linea ferroviaria Sondrio-Colico fu, insieme alla linea Lecco-Colico-Chiavenna, la prima in Italia ad essere elettrificata impiegando la corrente alternata trifase ad alta tensione per la trazione dei treni. Il 15 ottobre 1902 ebbe inizio l’esercizio di treni con linee elettriche aeree a 3.600 volt, 15 Hz.

Strade

La città è raggiungibile attraverso la strada statale 38 dello Stelvio, che percorre il fondovalle della Valtellina; l'attraversamento del centro urbano è evitato dalla Tangenziale di Sondrio, una strada a scorrimento veloce costruito all'inizio degli anni novanta. Da Sondrio parte la strada provinciale 15 che collega la città con le località turistiche della Valmalenco. Sempre da Sondrio parte la cosiddetta "Strada panoramica dei castelli", che percorre i paesi di mezzacosta sul versante retico a est della città, fino a giungere a Teglio. Questa strada offre un itinerario suggestivo tra fortificazioni, torri, chiese, vigneti, meleti e una bella panoramica su tutto il fondovalle e sulla catena montuosa orobica.

Vedi tutto

Urbanistica

La città si estende per pochi chilometri quadrati ed è considerabile piccola come capoluogo di provincia. Essa conserva tuttora importanti vestigia del suo passato: il centro storico, percorso dalla via Scarpatetti, o in sondriese Scàrpatec; il Castel Masegra, palazzo trecentesco rimaneggiato e usato nei secoli nei più svariati modi con due torri e un portale del XV secolo; la chiesa collegiata dedicata ai santi patroni della città, Gervasio e Protasio, con il campanile in pietra grezza, progettato dall'artista e architetto Pietro Ligari, dall'aspetto singolare per la sua forma piuttosto tozza. Importante per la storia di Sondrio e della sua Provincia è il Palazzo Sassi de' Lavizzari in cui è ospitato il Museo Valtellinese di Storia e Arte comprendente le sezioni archeologica e storico-artistica.

Il centro storico occupa una piccola porzione della città attuale e gli edifici di maggior interesse storico-artistico si collocano nei dintorni del seguente itinerario:

Piazza Campello

La Piazza Campello è una delle piazze storiche della città. Essa si trovava al limite meridionale della città medievale e da sempre costituisce il cuore, soprattutto religioso, della città. Anticamente, infatti, erano ben sei gli edifici di culto che si affacciavano su quest'area:

  • la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, tuttora esistente.
  • l'oratorio della Confraternita del SS.mo Sacramento: edificato tra il 1640 ed il 1643, era annesso al lato sud della Collegiata. Venne demolito nel 1927.
  • la chiesa dei Santi Nabore e Felice: venne destinata al culto protestante nel 1582, fu demolita in seguito all'episodio del "Sacro Macello" nel 1620.
  • la chiesa del Suffragio: venne edificata a partire dal 1670 sull'area dell'ex cimitero protestante. Venne chiusa al culto nel 1806 per essere utilizzata come archivio dipartimentale. Fu demolita nel 1940.
  • chiesa di S. Eusebio: già esistente nel XIV secolo, oggi non esiste più.
  • chiesa di S. Antonio: era annessa a Palazzo Pretorio e si trovava di fronte alla Collegiata, era già esistente alla fine del '400. Dopo la sua sconsacrazione venne adibita a ospedale (fu il primo ospedale della città). Questa chiesa non è più esistente.

Sul lato meridionale della Collegiata, dove tuttora si estende l'odierna piazza, si trovava il cimitero, cinto da un muro. Da qui deriva il nome "Campello". Oggi la piazza si presenta in modo molto differente: sul lato settentrionale della piazza troviamo la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, ad ovest Palazzo Pretorio (sede del Comune di Sondrio), a sud la sede della banca Piccolo Credito Valtellinese, ad est la Torre Ligariana (il campanile) ed il palazzo neoclassico Botterini-Pelosi.

Piazza Garibaldi

La Piazza Garibaldi venne realizzata nei primi decenni dell’800 con la costruzione della Regia Strada Postale che spostò il principale asse viario della Provincia soppiantando l’antica ed inadeguata via Valeriana. In precedenza, vi si trovavano campi, caseggiati rurali e i cosiddetti “malleretti”. La nuova piazza, comunemente denominata “Piazza nuova” in contrapposizione alla “Piazza vecchia”, secondo le intenzioni del Governo austriaco doveva andare a creare il nuovo centro di un moderno capoluogo di provincia, che non ha subito grosse espansioni edilizie dopo il medioevo. Il primo edificio che venne costruito fu il Teatro Sociale e si trova sul lato meridionale della piazza. Fu progettato da Luigi Canonica e venne inaugurato nel 1824. Il suo interno era originariamente strutturato come un teatro d’opera, con un doppio ordine di palchi, il loggione e conservava un busto dell’imperatore nel palco reale. Nel 1826, sul lato ovest della piazza, venne costruito il palazzo Lambertenghi, su progetto di Carlo Lambertenghi. Nel 1840 venne eretto l’attuale edificio che ospita la sede provinciale della Banca d’Italia, collocato di fianco al Teatro Sociale. Il palazzo venne progettato da Giacomo Poncini e successivamente portato a termine dall’ingegner Francesco Polatti. Successivamente, nel 1855 venne eretto, sempre sul lato meridionale della piazza, l’imponente “Hotel de la poste”, su progetto di Giacinto Carbonera. Ad est, ad angolo con l’Hotel de la Poste, nel 1882 venne costruita la nuova sede della Banca Popolare di Sondrio. Sul lato est, l’antica casa Del Felice ed Albergo Sondrio, venne riedificata dopo la seconda guerra mondiale e l’architettura non si integra bene con l’elegante stile ottocentesco dei palazzi affacciati sulla piazza. Al primo piano si trovano dei moderni mosaici realizzati da Livio Benetti nel 1956 che raffigurano dei personaggi della storia e dell’arte valtellinese: da sinistra Tebaldo Capitanei, Pietro Ligari, Giuseppe Piazzi e Giovanni Visconti Venosta. Sul lato nord ovest, in posizione arretrata rispetto alla piazza, si trova il cinquecentesco palazzo Martinengo, dinanzi al quale vi è un piccolo giardino nel cui centro sorge il monumento alla riconoscenza in onore di Ferdinando I, che realizzò gli argini al torrente Mallero evitando alla città le frequenti inondazioni del torrente. Le statue del monumento, realizzato nel 1839, sono di Giuseppe Croff. La “Piazza nuova” cambiò nome in diverse occasioni storiche: dapprima venne intitolata a Francesco I. Con l’unità d’Italia venne intitolata al re Vittorio Emanuele II. Nel settembre del 1909 venne collocata in mezzo alla piazza la statua che raffigura Giuseppe Garibaldi, realizzata dallo scultore Francesco Confalonieri. Da allora la piazza prese definitivamente il nome dell’eroe dei due mondi.

Cantone

Con il termine Cantone si indica quella contrada storica della città costruita sulla destra orografica del Mallero, al di fuori quindi della cinta muraria già prima del XIV secolo. Centro ideale di questa contrada è la piazzetta Carbonera, dove si trova l’omonimo palazzo costruito nel’500 dalla nobile famiglia Parravicini. Risalendo verso Piazza vecchia (attuale piazza Cavour), si percorre la via Romegialli, dove, a sinistra, si nota la casa ex-Romegialli che al suo interno conserva ancora delle tracce della chiesa di S. Francesco di Sales e dell’ospizio dei monaci benedettini. Dirimpetto si trova la casa Sertoli-Rajna, oggi sede di una biblioteca, dove nacque il celebre filologo e letterario Pio Rajna. Annessa a questa dimora vi era l’oratorio dedicato alla Madonna della Neve. Altro edificio di pregio, soprattutto per le decorazioni murarie affrescate sulle facciate verso il torrente Mallero, è l’adiacente palazzo Sertoli-Guicciardi. Poco oltre, superato il bivio che porta alla località Bajacca, vi è una casa con un affresco raffigurante l’incoronazione di Maria, opera di Pietro Ligari. Al termine della via, in prossimità del ponte che porta a piazza Cavour, il recente restauro della casa Mozzi ha riportato alla luce l’apparato decorativo originario della facciata e le figure affrescate, probabilmente seicentesche, dei santi Gervasio e Protasio patroni della città.

Piazza Cavour

La Piazza Cavour è meglio conosciuta dai sondriesi con il nome di Piazza vecchia. Provenendo da Cantone, in passato vi si accedeva tramite l’unico ponte sul Mallero, che a partire dal ‘300 venne costruito in muratura con tre arcate, mentre nel 1748 venne abbellito con una statua di S. Giovanni Nepomuceno, protettore dei ponti e dalle alluvioni. Questo ponte venne distrutto dalla rovinosa alluvione del 1834, in seguito alla quale si decise di costruire gli argini al torrente. Superato il ponte si attraversava la porta del Mallero, costruita nel 1329 lungo il corso delle mura medievali e demolita solo nel 1811. Su questa porta venivano affisse le grida, le sentenze e gli avvisi comunali. Oltrepassata la porta si accedeva alla piazza, che per secoli ha costituito il centro dei commerci della città poiché in questa piazza si svolgeva il mercato, ed era stazione della “posta” dei cavalli lungo la via Valeriana (l’unica che percorreva la valle). La costruzione degli argini ha modificato parzialmente l’assetto della piazza creando un dislivello, e nel 1933 venne costruita al centro della piazza la tettoia del mercato tuttora visibile.

Via Lavizzari

La via Lavizzari era il tratto dell’antica via Valeriana che attraversava il centro della città. Lungo il corso di questa stretta strada, vennero costruite diverse dimore nobiliari e case di mercanti Procedendo da piazza Cavour in direzione di piazza Quadrivio, si possono osservare:

  • Casa Longoni, col portale barocco datato 1672; al suo interno si nota il caratteristico cortile.
  • La chiesetta dell’Angelo Custode, costruita a partire dal 1657 dalla nobile famiglia Bosatta-Carbonera sui resti della chiesa di S. Siro con il caratteristico campanile che poggia in parte sullo sperone roccioso. In epoca medievale, nella piazzetta antistante si svolgevano le assemblee dei capifamiglia della città.
  • Casa Marlianici, risalente al 1667.
  • Palazzo Bosatta-Carbonera: si sviluppa su due corti interne. Di notevole interesse è la scala elicoidale con ringhiera in ferro battuto, risalente alla ristrutturazione del 1778. Il palazzo conserva i resti di una torre sulla cui sommità si trovava una colombaia.
  • Casa Maffei: sulla facciata meridionale dell’edificio che dà sul cortile interno si può osservare l’elegante loggiato a doppia arcata disposto su tre ordini.
  • Una casa che conserva ad angolo le pietre bugnate di un’antica torre.
  • La facciata posteriore di palazzo Sassi-de’Lavizzari, di origine cinquecentesca, oggi sede del Museo Valtellinese di Storia e Arte.
La facciata di Palazzo Sertoli

Piazza Quadrivio

Il nome Quadrivio deriva forse da carrobbio, in relazione al passaggio e alla sosta dei carri che entravano in città, divenuto poi quadrobbio ed infine quadrivio per essere l’incrocio di quattro strade. Al centro della piazza domina la caratteristica fontana del 1820, ricavata da un unico blocco di pietra. La piazza è chiusa da diversi palazzi: ad ovest palazzo Paribelli, che conserva al suo interno tracce di una torre medievale, a sud palazzo Giacconi e palazzo Sertoli: di notevole interesse artistico l’annessa cappella (visitabile) e, soprattutto, il salone dei balli, di stile roccocò. Chiude la prospettiva della piazza un palazzo sul lato orientale, dove in corrispondenza dell’arco che conduce su via del Gesù, si trovava la porta di Ponta di Prada, ingresso orientale nelle mura medievali della città, che era decorata con le insegne dei guelfi e dei Capitanei, feudatari di Sondrio. Sul lato nord della piazza si apre la via Scarpatetti.

Vedi tutto

Territorio

Con un territorio comunale di 20 km² circa è il meno esteso fra i 117 capoluoghi di provincia italiani. Sorge nella media Valtellina alla confluenza del torrente Mallero con l'Adda, alle porte della Valmalenco, sotto il massiccio della Corna Mara. La città è il centro principale della zona.

Medioevo

Il Castel Masegra

Nel 1040 Enrico III di Franconia concesse la pieve sondriese alla famiglia dei Capitanei originaria di Vizzola e in questo periodo vennero costruiti il castello di S. Giorgio (ora monastero di S. Lorenzo) e il castel Masegra, che nel 1436 passò alla famiglia Beccaria e in seguito a quella grigiona dei Salis.

Nel periodo delle lotte tra i comaschi Vitani (di parte guelfa) e i Rusca o Rusconi (ghibellini), Sondrio che era favorevole ai Vitani fu devastata nel 1309.

Temendo le ire di Franchino Rusca, divenuto arbitro di Como, i sondriesi cinsero il borgo dapprima con una palizzata nel 1318 e poi nel 1325 con vere e proprie mura.

Nel 1335 Sondrio cadde insieme a Como e a tutta la Valtellina nelle mani dei Visconti e nel 1450 si sottomise agli Sforza.

Vedi tutto
Fonte: Wikipedia