Caracas

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Storia

Panorama su Caracas
Caracas, vista del "Parque Central", centro della città
La parte orientale della città e, sullo sfondo, l'Avila
Il picco "La Silla de Caracas" nel Parque Nacional del Ávila
Questa base vuota, reggeva la statua di Cristoforo Colombo, abbattuta dai seguaci di Hugo Chávez.
Il fiume Guaire all'altezza di Plaza Venezuela

Caracas è stata fondata nel 1567 da Diego de Losada, esploratore spagnolo nato nei pressi di Zamora; il nome iniziale era Santiago de León de Caracas, in cui il termine Caracas deriva dal nome della popolazione indigena che abitava la valle.

La città è nota per essere il luogo natale di Simón Bolívar. Ora la casa dove il Libertador ha visto la luce è un museo. Ha dato i natali anche ad un altro importante rivoluzionario sudamericano, il generale Francisco de Miranda.

In età coloniale e per tutto l'Ottocento, l'importanza di Caracas, in ambito latinoamericano, fu piuttosto limitata e la stessa città si presentava come un sonnolento centro amministrativo di poche decine di migliaia di abitanti. Ancora nell'anno 1900 la città aveva una popolazione di appena 72.000 abitanti, in stridente contrasto con i circa 1.020.000 di Buenos Aires o i 700.000 abitanti di Rio de Janeiro[1].

Nel corso del Novecento Caracas si è andata gradualmente imponendo come uno dei grandi centri economici dell'America Latina, grazie anche allo sviluppo dell'industria petrolifera in Venezuela. Di pari passo è seguita un'espansione urbana che, soprattutto a partire dagli anni quaranta dello stesso secolo, è divenuta tumultuosa. La città è passata così dai 269.000 abitanti del 1940[2] ai quasi 5.500.000 del 2007, moltiplicando per venti la propria popolazione in meno di settant'anni.

Fonte: Wikipedia