Vini
Chianti
Nato come
vino beverino, è cresciuto sempre più in qualità
sino ad essere considerato ai giorni nostri un vino internazionale,
complesso
ed importante.
La sua produzione è diffusa un po' in tutta la Toscana
che ne è la vera terra d'origine, ma il suo vitigno
più importante, il Sangiovese, viene utilizzato
di frequente negli uvaggi presenti in tutto il Centro Italia.
Quasi tutta la regione è Chianti, tutto il Chianti
è DOCG, e se si considera che territorio, tradizioni,
metodi di produzione e relativa Riserva fanno diversi tipi
di Chianti, si arriva a contarne fino a 16 qualità:
Classico, Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colline Pisane,
Colli Senesi, Rufina e Montalbano... L'uvaggio è
uguale per tutti, con la sola differenza di una minor percentuale
di Trebbiano e Malvasia, che dal 5-10 % del Chianti
semplice si riduce al 2-5 % di tutte le altre DOCG.
E' curioso il fatto che la tradizione vitivinicola è
così radicata in Toscana che i coltivatori piantano
i filari del Chianti già nella proporzione che servirà
a fare il vino, semplificando così le operazioni di
vendemmia: il risultato è molto scenografico in autunno,
quando il viandante può osservare foglie di colori
diversi all'interno dello stesso appezzamento per l'appassire
dei vari vitigni che vi sono mescolati.
Uva
Sangiovese 75-100%, Canaiolo 5-10%, Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca 5-10%
Colore
Rubino vivace limpido, tendente al granata con l'età
Sapore
Armonico, sapido, leggermente tannico che, con il tempo, volge al vellutato
Gradazione
11,5°
Temperatura
18-20 °C
Abbinamento
Bistecca alla fiorentina, con tutte le carni rosse grigliate o arrosto, con la selvaggina e i formaggi stagionati
Vernaccia di San Gimignano
La produzione della Vernaccia ha origini antiche: sembra che il vitigno della vernaccia sia stato introdotto nella zona nel 1200 da un certo Heri de' Bardi, proveniente dalla Liguria, ed è certo che già nel 1276 si commerciasse questo vino come risulta dagli Ordinamenti della Gabella del Comune di San Gimignano. La Vernaccia divenne talmente conosciuta ed apprezzata nel Medio Evo che fu citata perfino da Dante Alighieri nella Divina Commedia quando parla di Papa Martino IV nel canto XIV, dedicato ai golosi: sembra che il pontefice avesse il raffinato vizio di mangiare anguille alla Vernaccia. Il vino di San Gimignano non mancava mai neanche alla tavola di Lorenzo il Magnifico e della famiglia Medici: fu infatti ai loro banchetti che il futuro Papa Leone X si abituò alla Vernaccia, di cui non poté fare a meno nemmeno quando salì al trono pontificio; Ludovico il Moro nel 1487 ne volle invece 200 fiaschi per le nozze del nipote Gian Galeazzo Visconti.
La vernaccia di San Gemignano è stato il primo vino italiano ad avere ottenuto la D.O.C. nel 1966 e ha poi raggiunto anche la D.O.C.G.. Si produce esclusivamente nel territorio del comune da vitigni "Vernaccia di San Gemignano" e si presenta con colore giallo paglierino, odore fine e penetrante e una gradazione alcolica minima di 11 gradi.
Uva
Vernaccia 90% con altre uve a bacca bianca
Colore
Giallo paglierino anche a riflessi dorati
Sapore
Asciutto, morbido e dalla sottile nota acidula
Gradazione
11°
Temperatura
10°C
Abbinamento
Pesce, carni e antipasti
Nobile di Montepulciano
La tradizione enologica di Montepulciano è antichissima ed è tutt'uno con la storia del suo vino Nobile. Alcuni documenti testimoniano l'esistenza di vigne nei dintorni della città già dal IX secolo, mentre la prima legge di regolamentazione sulla produzione e sul commercio del vino risale al 1350. L'eleganza attribuita a questo rosso deriva dagli esperimenti sui vitigni di Sangiovese effettuati nel Settecento, quando venne selezionato il Prugnolo Gentile, segreto del gusto tipico del Nobile.
L'area di produzione è limitata al solo comune di Montepulciano e ad alcune zone collinari al limite della Val di Chiana, fatte di terreno argilloso e sabbioso; oltre al Prugnolo Gentile sono presenti altre uve, tra le quali quelle del Chianti; ma è il Mammolo a dare il tocco speciale all'aroma del Nobile. I grappoli giunti a maturazione assumono un bel colore viola chiaro, mentre il profumo del vino si arricchisce del suo aroma fiorito.
Uva
Prugnolo Gentile (60-80%), Canaiolo (10-20%), Trebbiano e Malvasia (20%), Mammolo e altre (5% al massimo)
Colore
Rosso granata a riflessi aranciati
Sapore
Asciutto, leggermente tannico, elegante con sfondo amarognolo
Gradazione
12,5°
Temperatura
18-20°C
Abbinamento
Arrosti di carni bianche e rosse, preparazioni in umido, selvaggina e formaggi maturi
Brunello di Montalcino
Vino rosso italiano D.o.c.g. prodotto nel comune di Montalcino
(Siena), il Brunello, oltre a essere considerato uno dei
vini igliori al mondo, è di origine relativamente
recente: è frutto, infatti, degli studi del viticoltore
Ferruccio Biondi Santi che, intorno al 1870 cominciò
a diffondere nei suoi vigneti un clone del vitigno Sangiovese,
chiamato Brunello. Il Brunello viene sottoposto
a un processo di affinamento di almeno quattro anni in botti
di rovere, completato poi in bottiglia dove sviluppa le
sue apprezzate qualità. È un vino che si esprime
al massimo grado fra il sesto e l'ottavo anno, ma si presta
a un lunghissimo invecchiamento, anche oltre i 20 anni.
Le bottiglie devono essere conservate orizzontali in cantine
buie e fresche. Ogni dieci anni vanno riportate nella cantina
d'origine e verificate per il cambio del tappo e della capsula.
Le cantine dove si può assaggiare sono ovunque, alcune
molto antiche, altre fiorite dopo il 1960 con la crescente
fortuna e notorietà del vino.
Il centro storico di Montalcino si snoda tra le stradine
gremite di botteghe artigiane che offrono oggetti di gusto.
Nel palazzo Comunale (XIII-XIV secolo) ha sede il Consorzio
di Tutela del Brunello: qui sono affissi gli stemmi
in ceramica o in terracotta dei podestà che hanno
governato il luogo, ma anche le “formelle del Brunello”.
Ogni anno, infatti, il primo sabato di febbraio, si svolge
la cerimonia “Benvenuto Brunello”, durante la
quale una formella in ceramica viene dedicata alla vendemmia
dell'anno, con l'indicazione della valutazione di qualità
espressa dagli assaggiatori del Consorzio di Tutela.
Uva
Sangiovese Grosso (Brunello) 100%.
Colore
Rosso rubino intenso con riflessi aranciati
Sapore
Asciutto, austero, caldo, leggermente tannico, armonico
Gradazione
Minimo 12,5°
Temperatura
Il Brunello va stappato qualche ora prima del consumo, meglio ancora se decantato in caraffa e servito a temperatura ambiente, sui 18-20 °C
Abbinamento
Accompagna magnificamente grandi arrosti di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati



postato da editsilvana










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